La prima parte di Blu – Vivere – valuta come percepiamo e interagiamo con il nostro ambiente, esamina le sfide che affrontiamo e il dolore emotivo che può scaturirne, formulando i concetti che potrebbero risolvere le nostre difficoltà e trasformare la nostra vita. Queste idee sono presentate come una serie di principi semplici. Propongono la tesi secondo cui le nostre vite sono principalmente compromesse dal nostro tentativo costante di controllare gli eventi in un mondo ingestibile rispetto alla nostra volontà e alle nostre preferenze e dal tentativo di farlo corrispondere al concetto che di esso abbiamo e che soffriamo proprio perché non riusciamo in questo tentativo. Il testo, quindi, suggerisce che noi siamo la causa dei nostri problemi, ma che cambiare la nostra percezione del mondo è un atto eroico che potrebbe trasformare la natura delle nostre sfide e delle nostre vite. Ciò richiede onestà e impegno, obbligando a mettere in discussione tutto quello che conosciamo di noi stessi. Nei capitoli iniziali vi sono diversi esercizi chiari e semplici per il lettore che servono ad illustrare questi principi generali e a valutarne l’importanza.

La seconda sezione, ossia quella centrale – Imparare – è una guida esaustiva dell’inventario scritto che il lettore è invitato a fare. Essendo un inventario, la struttura si presenta come una serie di righe e colonne che richiedono chiarezza di pensiero e linearità. La colonna numero uno è un elenco, attentamente ponderato, dei conflitti che restano ancora non risolti e delle persone verso cui abbiamo risentimento e i diversi ruoli che esse hanno nella nostra vita. La seconda colonna cerca di chiarire la causa fondamentale del nostro risentimento etraendo la logica superficiale, conveniente e talvolta indirizzata male, che solitamente usiamo per giustificare i nostri sentimenti. La terza colonna considera e analizza quegli aspetti della nostra vita e del nostro carattere che sono stati minacciati e le ragioni per le quali abbiamo reagito in quel modo. La quarta colonna procede ad assoggettare le ragioni e le giustificazioni che sostengono il nostro risentimento, ad un esame rigoroso ed evidenzia quanto i motivi dietro alle nostre azioni siano spesso egoisti e dettati dalla paura. La quinta colonna si focalizza esclusivamente sulla nostra parte nel risentimento, identifica il modo attivo al quale abbiamo contribuito alla situazione e si concentra unicamente sulla nostra responsabilità nell’aver assecondato la natura spesso ingannevole del risentimento stesso.

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