Blu cerca di identificare e di considerare la vera natura dei nostri conflitti con il mondo, con gli altri e con noi stessi. Il presupposto principale è che la causa che alimenta il nostro dolore e le nostre frustrazioni è la nostra incapacità di accettare che non abbiamo un effettivo e reale potere di cambiare e dirigere il mondo intorno a noi in un modo che possa soddisfare le nostre aspettative, che incontri le nostre esigenze e che garantisca la nostra sicurezza. Si sostiene che noi viviamo all’interno di una visione personale del mondo perfettamente formata e dettagliata, costruita in base alle nostre esigenze e alle nostre paure e che questa architettura del mondo entri in costante conflitto con il mondo di cui abbiamo reale esperienza. Potrebbe non essere, questa, una tesi originale, tuttavia particolare enfasi è posta nel rivelare questo conflitto fondamentale assoggettando ogni punto del risentimento e del disaccordo, ad un’ analisi rigorosa attraverso un inventario scritto omnicomprensivo.

Il manoscritto consiste di 85,000 parole (versione inglese), suddiviso in tre sezioni principali di cinque capitoli ciascuna. Ogni sezione ha un titolo – Vivere, Imparare e Amare – che è un po’ eccentrico e ha un sottotitolo esplicativo, ad esempio: Capitolo nono “Pesce – la ragione della nostra complicità”. L’andamento è quello di una conversazione e il tono non è polemico ma interrogativo. Il libro non rimanda ad alcuna spiritualità trascendentale o all’immaginario poetico e non propone teorie pseudo-scientifiche; non è né teologico né dogmatico. Esso pone l’accento sul pensare ‘attento’ e sull’analisi dettagliata esponendo le idee e i principi dell’autore, il quale suggerisce di svolgere ogni considerazione basandosi sull’osservazione concreta e sottoponendo ogni pensiero ad un esame onesto. Si fa libero uso di esempi e aneddoti e, benché il testo sia serio nelle sue riflessioni, la prosa è spesso umoristica e talvolta irriverente.

Blu si può con ragione considerare un libro Mente, Corpo e Spirito e può interessare lettori attratti dai lavori di autori come Deepak Chopra e Rhonda Byrne. La consacrazione del libro a un pensiero strutturato, ad un’ analisi dettagliata, ad una terminologia semplice e ad una chiara analogia, potrebbe tuttavia suggerire un’affinità maggiore con libri di psicologia pratica, filosofia popolare o all’approccio dei 12 passi per risolvere problemi personali. Il suo obbiettivo principale è risolvere i risentimenti e le questioni problematiche. Il metodo proposto è quello di un’auto analisi rigorosa e un’indagine per determinare la vera fonte e natura delle nostre difficoltà. Il suo obbiettivo non è il successo, l’auto potenziamento o la realizzazione di sé come suggeriscono i lavori di Stephen Covey o Tony Robbins, ma cercare una rivalutazione ponderata e positiva del nostro rapporto con il mondo, con gli altri e con noi stessi.

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